Alfredo
Macchi
Profuga in Afganistan: giornalista anche in aree di guerra Kabul dopo la guerra. Inviato speciale in zone calde, per servizi di attualità  

 

 

 

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Alfredo Macchi



Presentazione

Sognavo di fare il giornalista da quando avevo 13 anni. Con un pò di fortuna e parecchio impegno ci sono riuscito. Oggi posso girare il mondo, vedere con i miei occhi quello che accade e raccontarlo. Con i servizi in tv e attraverso la mia macchina fotografica.

Cerco sempre di fare il mio lavoro con onestà, indipendenza e rispetto per le persone. Credo nel giornalismo anglosassone, che non significa freddo e distaccato, ma serio, completo ed equidistante, nel senso di cercare di riportare tutti i punti di vista senza farsi troppo influenzare dal proprio.

In questi anni ho potuto vedere con i miei occhi eventi terribili ma anche storie commuoventi. Ho visto a New York le macerie fumanti delle Torri Gemelle abbattute da uomini accecati dal fanatismo. Ho visto le lunghe colonne di profughi in fuga dal Kosovo. Ho visto Kabul tornare alla vita dopo un regime oscurantista che vietava persino la musica. Ho visto giovani incappucciati pronti ad uccidersi come kamikaze in Cisgiordania. E i villaggi del sud del Libano distrutti dalle bombe. Ho visto la folla commossa ai funerali di Papa Giovanni Paolo II e la dignità degli indiani del Tamil Nadu decimati dallo Tsunami. Ho visto le lacrime di felicità di due poveri genitori albanesi la cui figlia, rapita e trascinata a prostituirsi in Italia, è tornata a casa dopo aver ascoltato il loro appello che avevo raccolto e trasmesso in tv.

Ho visto la gioia e lo stupore negli occhi di tanti orfani afghani quando gli sono stati consegnati vestiti, coperte, quaderni, giocattoli grazie alla solidarietà dei telespettatori. Ho visto le rivoluzioni che hanno sconvolto il mondo arabo.

La mia passione per questo mestiere è pari a quella per i viaggi. Sono stato in tantissimi paesi in Asia, Africa, America del Sud a del Nord. E non mi fermerei mai.

Lavoro in televisione, ma sono appassionato di fotografia.

Spesso trascorro le mie vacanze con organizzazioni umanitarie nei paesi più sperduti: per aiutare, per conoscere, per raccontare con le fotografie.

Il mio primo libro "Rivoluzioni S.p.A. Chi c�è dietro la Primavera Araba" è in libreria da aprile 2012.

In questo sito potrete trovare il racconto di alcuni dei miei viaggi, le mie impressioni, le fotografie che ho scattato.

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