In missione tra le montagne

In missione tra le montagne

Mentre ero in volo tra l’Italia e il Perù mi sono domandato che significasse esattamente “missione” nell’anno 2007. Negli ultimi anni sono stato in tanti paesi colpiti da guerre, catastrofi, emergenze umanitarie. Ho visto l’impegno di volontari, soccorritori, militari. Popolazioni stremate, fame, miseria. Ma nell’era della globalizzazione, di Internet, del tutto accessibile…il lavoro di “missionario” non me lo riuscivo bene a immaginare.

Ed eccomi al Poliambulatorio di Cuzco, con zaino, macchina topografica e tanta curiosità. Ci sono i bimbi in fila per una visita medica. Ci sono quelli che per la prima volta spalancano la bocca davanti ad un dentista. Ma non è ancora quello che vorrei vedere. Bisogna andare ancora più lontano.

La prima meta è Antabamba. Mano a mano che la strada si inerpica sulle montagne dell’Apurimac, che la polvere sostituisce l’asfalto, che le ore non passano più e i paesaggi diventano da togliere il fiato, comincio a capire che questi luoghi sono davvero rimasti fuori dal mondo. Accompagno Padre Fredy Lopez nella sua attività: il giorno prima ha celebrato 3 matrimoni, 15 comunioni, confessato decine di abitanti di villaggi distanti ore uno dall’altro. Con il suo pick up affronta sentieri (altro che strade!) affacciati su burroni di cui non si vede il fondo. Lui racconta che ora si viaggia bene, perché non è il periodo delle piogge e delle frane…

Dopo 4 ore di uno sterrato che sale e scende come le montagne russe giungiamo a Vito, una manciata di casette arroccate a 4000 metri. Un villaggio che sembra rimasto all’epoca del Far West: strade di terra, case di fango, tetti di paglia, due negozietti che sono un misto tra saloon e bazar. E piano piano tutti gli abitanti (forse un centinaio) vengono a stringere la mano e presentarsi. Qualcuno con il suo cavallo. Credo che abbiano visto degli stranieri poche volte in vita loro. Di certo qui non arrivano i giornali, forse non ci sono neppure televisori. L’unica visita che ricevono è quella di Padre Fredy. E comincio a capire.
Non hanno niente e nessuno ad eccezione dei loro animali, delle montagne, del raccolto. E la chiesetta del paese. Dove Padre Fredy, nonostante piogge e frane, prima o poi arriva.

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